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La valuta cinese, il renminbi, si trova ad un punto fondamentale
03-12-2015

Era il 1999 quando l'Euro entrò di diritto tra le valute di riserva togliendo lo scettro al Marco e al Franco francese. Oggi, dopo più di quindici anni, oltre allo Yen, un'altra moneta asiatica entra nel paniere dell'FMI, si tratta del renminbi, la valuta della Cina. Il FMI rivede la composizione del paniere delle valute di riserva ogni cinque anni e durante l'ultima revisione, nel 2010 aveva respinto la richiesta cinese.

La Cina ora ha un'altra faccia, è un paese che sta cercando di svilupparsi non solo economicamente ma anche politicamente con cambiamenti importanti, infatti ha sempre cercato di limitare la convertibilità della sua moneta e ha cercato di mantenere i suoi mercati al riparo dai capitali e l'influenza straniera. E' un momento molto importante per l'economia globale, prima l'apertura di alcuni strumenti di investimento a banche straniere, ed ora il Fondo monetario internazionale che accetta la valuta cinese nel suo paniere elite di valute di riserva.



Il fatto comunque che il renminbi sia entrato nel paniere delle valute ri riserva, non avrà un effetto immediato sul breve periodo, inizialmente verranno registrati flussi di acquisti da parte delle banche centrali, le quali cominceranno ad acquistare il renminbi come moneta di riserva. L'attenzione sarà tutta sull'effetto che questo avrà sulla moneta, la quale dovrà stare molto attenta al forte deprezzamento che si dovrebbe avere come conseguenza. Per raggiungere l’obiettivo la Cina ha fatto molti sforzi, tra cui la mini-svalutazione dell’agosto scorso. I mercati decideranno se la Cina ha fatto bene o no, ma gli effetti ci saranno sul lungo termine e secondo noi il gioco non varrà la candela, questo è il parere della Domino Solutions.

Eswar Prasad, ex economista del FMI e capo missione in Cina ha definito:
un evento epocale negli annali della finanza internazionale, questo rappresenta un passo importante per il renminbi e per lo status di valuta di riserva globale, avrà ripercussioni graduali ma significative nei mercati valutari globali e sui flussi internazionali di capitali.


Così il valore degli SDR (Special Drawing Rights - Diritti Speciali di Prelievo o DSP) è stato fissato tramite un paniere di valute ritenute le più rappresentative dell’economia globale. Fino all'ingresso del renmimbi le valute di scambio erano dollaro, euro, yen e sterlina. L’inserimento del renminbi diversifica ulteriormente il paniere delle valute al fine di renderlo più rappresentativo delle principali valute mondiali. Tuttavia l'inclusione del renminbi nel paniere del FMI è solo una espressione della crescente influenza della valuta oltre i confini della Cina. Il "Redback" sta diventando una unità sempre più importante come barometro commerciale globale, una riserva di valore e un veicolo per l'investimento in attività legate all'economia della Cina.

Come detto in precedenza, il processo è stato lento e soprattutto guidato dall'apertura dei mercati cinesi a capitali extra-nazionali per tutti gli investitori stranieri. Secondo Goldman Sachs, alla fine del primo trimestre di quest'anno, gli stranieri possedevano circa 680 miliardi di dollari di attività di investimento in Cina, sotto forma di obbligazioni, azioni, depositi e prestiti. Uno degli aspetti più positivi è ovviamente l'accesso al mercato obbligazionario dove i rendimenti sono spesso migliori di quelli europei o americani.

Detto questo, la Cina rimane sempre molto attenta su quali sono gli istituti che possono o non possono entrare nel loro mercato, per ora hanno accesso le banche centrali, i fondi sovrani e le organizzazioni multilaterali selezionate dal governo. Allo stesso modo, il mercato azionario cinese resta off-limit per la maggior parte di istituti stranieri, con quote di partecipazione limitate e non ritenuti "qualificati" da Pechino.

Quello che la Cina vorrebbe fare, nel corso del tempo, è quello di riaffermare il suo ruolo nel plasmare l'ordine monetario internazionale. In questo senso l’ingresso del renminbi tra le valute di riserva vuole dare un segnale di apertura e di fiducia nei confronti di Pechino. Dal punto di vista prettamente pratico, l’inserimento del renminbi tra le valute di riserva. L'ingresso ufficiale avverrà nell'ottobre 2016, per dare alle istituzioni il tempo necessario per una transizione ordinata e avrà un peso pari al 10.92%, ricordiamo che il dollaro rimarrà invariato al 41.9% mentre il taglio dell'Euro sarà più pesante che passerà dal 37% al 30%.


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