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Cina e USA a confronto sui dazi, cosa si aspettano i mercati azionari
03-05-2018

  • Oggi partono i colloqui Cina - USA sui dazi doganali
  • L'impatto delle elezioni americane sui mercati
  • Come si muoveranno i mercati azionari nel 2018

    Oggi in Cina, di preciso a Pechino, si incontreranno gli emissari cinesi e statunitensi per tentare di trovare un'intesa dopo mesi di gravi tensioni segnati dal varo di dure misure tariffarie e dal rischio di una guerra commerciale aperta tra le due maggiori economie del globo. Il segretario del Commercio Usa, Steven Mnuchin, ha dato la notizia durante una intervista a Fox Business News, spiegando che i funzionari dei due paesi si incontreranno oggi e domani per discutere misure condivise tese a riequilibrare la reciproca bilancia commerciale, e affrontare alcuni timori espressi dagli Stati Uniti, primo tra tutti la violazione della proprietà intellettuale delle aziende Usa.

    Intanto, ieri sera, la banca centrale degli Stati Uniti ha sottolineato la sua politica graduale di incremento dei tassi di interesse, lasciando le aspettative di un prossimo rialzo a giugno e assumendo un atteggiamento cauto nei confronti del sentiment. Il dollaro continua a scambiare intorno al suo punto più alto dell'anno mentre i dati sull'occupazione di venerdì saranno la prossima pietra di paragone per capire il movimento di mercato nelle prossime settimane.

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    A che punto si trova la guerra commerciale
    Lo scorso 8 marzo, una nuova misura protezionista per l'economia americana è diventata realtà: i dazi doganali sulle importazioni di alluminio e acciaio. Il presidente Trump, ha firmato i relativi documenti che ufficializzano dazi doganali del 25% per l'importazione di acciaio e del 10% per le importazioni di alluminio.

    La mossa di Pechino non si è fatta attendere, dopo pochi giorni è stata annunciata dal ministero delle Finanze in una dichiarazione del 1 aprile una rappresaglia diretta contro le tasse approvate dal presidente Donald Trump su acciaio importato e alluminio. Le autorità cinesi avevano avvertito nelle ultime precedenti che il loro paese avrebbe agito contro gli Stati Uniti.

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    La Commissione delle dogane cinesi ha aumentato del 25% l'aliquota tariffaria per i prodotti a base di carne di maiale e il rottame di alluminio. ha imposto anche una nuova tariffa del 15% su 120 merci statunitensi importate, dalle mandorle alle mele e ai frutti di bosco.

    Ora i segretari del Tesoro e del Commercio, Steven Mnuchin e Wilbur Ross insieme all'ambasciatore a Pechino Terry Branstad, il consigliere economico Larry Kudlow, l'advisor sul commercio (il falco) Peter Navarro e naturalmente il rappresentante Usa per il commercio internazionale Robert Lighthizer sono arrivati in Cina per cercare una soluzione ed evitare eventuali bagarre economiche.

    Le stime dei mercati nel 2018
    L'elenco degli ostacoli politici per il mercato azionario hanno continuato ad accumularsi e sembra improbabile che possa migliorare in tempi brevi. Abbiamo notato che alcuni degli ostacoli includono una maggiore regolamentazione in campo tecnologico, le elezioni midterm americane a novembre e la guerra commerciale con la Cina.

    Le elezioni di metà mandato di novembre comportano un alto rischio per i mercati. Un sondaggio di RBC ha rilevato che solo l'8% degli investitori intervistati pensa che i democratici assumeranno il controllo sia della Camera che del Senato, soluzione che sarebbe ottima per le azioni. I repubblicani hanno mantenuto il controllo di entrambe le Camere del Congresso dopo le elezioni del 2016. Hanno anche ottenuto il controllo della Casa Bianca per la prima volta in otto anni, aiutandoli a superare misure come le tasse societarie più basse. Un'inversione nella leadership del governo potrebbe ostacolare la capacità del GOP di approvare una legislazione simile.

    Infine la possibilità di una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina presenta un elevato rischio per i mercati azionari. Il calo dello S&P500 nell'ultimo mese riflette la preoccupazione di Wall Street riguardo questa possibilità. Martedì, tuttavia, le azioni sono aumentate bruscamente dopo che il presidente cinese Xi Jinping ha discusso i piani per una ulteriore apertura dell'economia del paese alle imprese straniere.

    Ci attendiamo un anno comunque positivo per gli indici americani, ma attenzione a fattori esogeni che hanno aumentano la volatilità sui mercato. Volatilità che non pensiamo possa svanire nel nulla, ci accompagnerà almeno fino a quando non ci saranno i tassi di interesse ad un livello abbastanza alto da tenere a bada l'inflazione per qualche trimestre. Quello che accadrà con i tassi sopra il 4%, è un'altra storia.


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