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Crisi Grecia, ancora alle prese con l'aiuto per risanare il debito

Le informazioni e i dati sono ritenuti accurati, ma non ci sono garanzie. Domino Solutions non è un consulente d'investimento e non offre consigli specifici di investimento. Le informazioni qui contenute sono solo a scopo informativo.
Tra le parole che vengono maggiormente associate all'estate figurano il sole, il mare e il divertimento. Tutto perfetto se non fosse che sfortunatamente dovremo abituarci ad aggiungere nell'elenco l'espressione "crisi greca". A luglio scade il termine per il pagamento della rata da 3,5 miliardi destinata al Fondo Monetario, così da rendere vitale per la sopravvivenza economica della Grecia il ricevimento di una nuova tranche di aiuti da parte dei creditori internazionali (dal valore di 5 miliardi). L'erogazione di questi fondi è ancora una volta vincolata all'introduzione di una serie di misure economiche solo in parte concordate con i restanti paesi della zona euro.

Il Governo è riuscito ad ottenere, non senza difficoltà, la maggioranza dei voti all'interno del Parlamento di Atene per l'approvazione di un pacchetto di riforme riguardanti il sistema pensionistico e il sistema fiscale che frutterà 5,4 miliardi.

A livello fiscale sono dunque previsti l'aumento dell'Iva dal 23 al 24%, l'innalzamento degli scaglioni di aliquote Irpef, l'inasprimento della "tassa di solidarietà" e la riduzione della soglia del reddito esente da tasse a 9.091 euro. A proposito di modifica del sistema pensionistico, invece, vengono colpiti solamente gli assegni supplementari (risparmiando comunque ben 1,8 miliardi), mentre restano protette le già misere pensioni correnti. Tra i legislatori del governo del primo ministro Tsipras è grande la soddisfazione per l'introduzione della "pensione nazionale" di 384 euro al mese esigibile dopo 20 anni di lavoro, un risultato che nessun governo precedente era stato in grado di ottenere, ed è accaduto anche se i creditori erano contrari alla sua realizzazione.



Nonostante l'impegno, l'accordo è ancora lontano dall'essere chiuso. Non sorprende più di tanto che l'ostacolo provenga dal governo tedesco, il quale insiste affinché Atene stanzi un supplemento di 3 miliardi in "misure di emergenza" qualora i tagli concordati si dimostrino insufficienti per soddisfare l'obiettivo di un avanzo primario del 3,5% nel 2018.
Una richiesta che agli occhi dei greci appare inaccettabile e che invece per Berlino e il Fondo Monetario è una prerogativa. Si prospetta un lungo periodo di trattative per giungere ad una mediazione definitiva.

E' trascorso nemmeno un anno da quando la Grecia è diventata il primo paese insolvente dell'Unione Europea. E' indelebile il ricordo di avvenimenti come il crollo dei mercati di tutto il mondo, la chiusura delle banche per evitare la fuga dei capitali, il referendum per decidere se accettare il piano di salvataggio proposto dai creditori internazionali, le infinite contrattazioni per ottenere un sostanzioso piano di aiuti del valore di più di 80 miliardi per i successivi tre anni, l'approvazione in Parlamento delle riforme richieste dai leader europei con cui sono state introdotte drastiche misure di austerità, tra cui i tagli alla spesa pubblica, le privatizzazioni e la riforma delle pensioni e del lavoro e le manifestazioni in piazza di un popolo ormai distrutto.

Un film che rischiamo di dover rivedere più volte se non si accetterà una volta per tutte di assumere una posizione netta, perché le riforme imposte non diventino "un ricatto per farci accettare severe e umilianti misure d'austerità senza fine, e senza la prospettiva di poter crescere socialmente ed economicamente".

In tal senso la speranza deriva dal fatto la riunione di emergenza che coinvolge i Ministri delle Finanze dell'Eurogruppo e i funzionari del FMI, possa aiutare il paese nella sua ristrutturazione dell'enorme debito. Anche se non si è partiti molto bene, infatti fumata grigia in partenza dall'Eurogruppo sul salvataggio. I ministri delle finanze Ue hanno applaudito le riforme delle pensioni e del fisco approvate dal Parlamento di Atene. Tutte le decisioni più importanti comunque non sono state bocciate ma bensì rinviate:
I tecnici metteranno a punto nei prossimi giorni l'intesa di massima già raggiunta - hanno detto i protagonisti - ma l'accordo dovrà prevedere anche le misure preventive chieste dall'Fmi". Provvedimenti per i quali allo stato ci sono posizioni molto differenti.


Che sia un giorno storico per il nostro paese perché finalmente dopo sei anni di crisi si inizia a parlare seriamente della riduzione della nostra esposizione ? Questa la speranza di Alexis Tsipras e dell'intero sistema economico decisamente stanco di dover rivivere di anno in anno i timori delle notevoli conseguenze che porterebbe il default greco.


TESTIMONIANZE

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