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Luxottica, futuro roseo per il meglio del lusso italiano

Le informazioni e i dati sono ritenuti accurati, ma non ci sono garanzie. Domino Solutions non è un consulente d'investimento e non offre consigli specifici di investimento. Le informazioni qui contenute sono solo a scopo informativo.
Luxottica (LUX.MI) è un'azienda che si occupa di occhiali, fondata ad Agordo nel 1961 da Leonardo Del Vecchio, nella zona del bellunese, dove ancora risiedono i principali impianti produttivi, si trova al centro del cosiddetto "distretto di eccellenza dell'ottica italiana".

Luxottica inizialmente produceva semilavorati per altri produttori che poi assemblavano gli occhiali finiti. Nel 1967 il fondatore decide di non limitarsi più alla produzione di parti per conto terzi ma di produrre gli occhiali completi, con il marchio Luxottica. La scelta è indovinata e le attività vanno molto bene, tanto che quattro anni dopo decide di dedicarsi unicamente alla produzione di occhiali finiti.

Importanti acquisizioni

Nel 1995 l'azienda acquisisce la catena di negozi di ottica statunitensi LensCrafters. Alla fine degli anni '90 la statunitense Ray-Ban, di proprietà della multinazionale Bausch&Lomb. Tra il 2001 e il 2013 effettua una serie di acquisizioni di marchi tra cui Sunglass Hut International, Oakley e da Versace e Italo Cremona (azienda della quale era uno spin off) la I.C. Optics.

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Dieci anni più tardi Luxottica acquisisce il controllo di Glasses.com, piattaforma americana per la vendita di occhiali online, e il 24 marzo 2014 annuncia un accordo con Google per un nuovo modello di occhiali. Luxottica è oggi una delle più grandi aziende al mondo per gli occhiali di lusso e da sole, e produce montature per marchi quali Vogue, Prada e Chanel. Tre mesi fa ha annunciato l’acquisizione di Barberini, il più importante produttore al mondo di lenti da sole in vetro ottico. Con questa acquisizione del valore di circa 140 milioni di euro, il gruppo consolida la sua strategia di focalizzazione su poli produttivi di eccellenza e sul 'made in Italy'.

Il modello di business di Luxottica è originale e basato sull'integrazione verticale: circa il 90% del processo produttivo è completato internamente. Inoltre la società ha un forte radicamento con il territorio, tanto che in tempi di delocalizzazione alcune attività produttive sono state spostate in controtendenza dall'estero alle sedi italiane.

L'azienda che da valore al dipendente

Il premio di risultato più alto della storia italiana è andato a tutti, nessuno escluso, i dipendenti Luxottica: dipendenti del gruppo e contratti a termine, part time, fino agli interinali, che hanno ricevuto anch'essi parte del premio. Un riconoscimento anche a quei contratti che ormai sono sempre più presenti nel mondo del lavoro e che spesso sono fuori da ogni meccanismo di premiazione. In tutto 8.800 lavoratori hanno incassato fino a 3.000 euro come premio di produzione, frutto nel contratto integrativo firmato insieme ai sindacati nel 2015.

Il premio è arrivato nel cedolino di luglio e il valore medio è stato di 2.042 euro. Il segreto è nel meccanismo sul quale è stato impostato il premio. Si tiene conto di parametri quali il livello di assenteismo, l'anzianità aziendale, la presenza dei sabati di flessibilità nelle fabbriche, l'adesione ai progetti sulla sicurezza, oltre alla qualità dei comportamenti positivi in termini di risparmio energetico, compreso il minor numero di spreco di carta negli uffici.

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D'altra parte Luxottica, da tempo va incontro alle esigenze dei propri dipendenti e pratica la flessibilità del lavoro. Fu la prima nel 2015 a introdurre la banca etica delle ore, quel meccanismo che consente a ogni dipendente di donare una parte o tutte le ore accantonate a favore dei colleghi che ne abbiano bisogno. Una "banca" alla quale contribuisce anche l'azienda.

Una strada per conciliare i tempi di lavoro e di vita di chi partecipa al processo produttivo. Anche la flessibilità nell'orario di lavoro, come la mobilità all'interno dei singoli stabilimenti, sono tutti meccanismi che rispondono alle esigenze di far fronte ai picchi di produzione potendo contare sui dipendenti, ai quali viene però riconosciuta una certa flessibilità sull'orario, sui turni di lavoro, senza tralasciare un programma di welfare che comprende dall'asilo nido ai trasporti, ampliato ultimamente con agevolazioni, soprattutto in ambito sanitario e sociale.

Con un occhio di riguardo per i bambini, gli over 50 e gli anziani. Ecco quindi che, con una convenzione con il Comune di Agordo, le porte dell'asilo municipale si apriranno per un ampio spettro di circostanze, sia in termini di orari, che di giorni, che di persone non direttamente collegate con l'azienda. Per gli anziani affetti da morbo di Alzheimer, invece, è in previsione un centro di accoglienza diurna.

Ancora, per tutti i dipendenti con più di 50 anni (e tra 6 mesi per quelli con più di 40), possibilità di effettuare un check-up sanitario dagli esami standard, all'elettrocardiogramma, a un paio di visite specialistiche a scelte. Il tutto, gratuitamente, potendo scegliere equamente tra una struttura privata o quella pubblica.

Strategica fusione

Il 16 gennaio 2017 Luxottica ha annunciato la fusione con la francese Essilor (EI.PA), leader mondiale delle lenti da vista. Le due società diventano un colosso dell'occhialeria da oltre 16 miliardi di fatturato e 57 di capitalizzazione, con più di 140.000 dipendenti e vendite in oltre 150 Paesi di nome "EssilorLuxottica".

L'operazione resta ancora in attesa di un unico via libera, quello dell'autorità antitrust turca, che non è tuttavia vincolante per la buona riuscita del matrimonio tra i due gruppi. L'antitrust cinese ha approvato la fusione, ponendo però alcune condizioni. Una delle numerose restrizioni indicate dall'Autorità di Pechino è che l'azienda che nascerà dalla fusione non venda prodotti di occhialeria a un prezzo più basso dei costi senza una ragione motivata. In più non potrà vietare ai venditori di occhiali cinesi di vendere i prodotti dei concorrenti, ad eccezione degli store monomarca e di quelli in franchising.



Il cda unico sarà per metà espressione del socio italiano e per metà di quello francese, con Del Vecchio presidente esecutivo e Hubert Sagnieres, numero uno di Essilor, vice presidente esecutivo con gli stessi poteri. La sede della holding è Parigi mentre per ora resta quotata a Milano la "vecchia" Luxottica spa, ma in futuro in Piazza Affari potrebbe arrivare l'holding per una doppia quotazione, che quindi esclude uno sbarco a New York, Borsa tra l'altro lasciata di recente proprio da Luxottica.

Solidi fondamentali

Luxottica, ha chiuso il secondo trimestre con un fatturato a 2,417 miliardi di euro, in crescita dell'1,4% solo considerando i cambi costanti. A cambi correnti, però, il fatturato risulta in calo del 4,9%. Il primo semestre si attesta così a 4,55 miliardi (+0,3% a cambi costanti, -7,7% correnti). L'utile operativo al netto delle componenti straordinarie è stato pari a 781 milioni (+0,5% a cambi costanti, -13,1% correnti), mentre l'utile netto si è attestato a 530 milioni (+9,8% a cambi costanti, -5,7% correnti). Confermato l'outlook 2018.

Dal 1990 Luxottica è quotata in borsa a New York, e dal 2000 a Milano, da allora il titolo è cresciuto del 210% circa. Pur essendo quotata in borsa, però Luxottica rimane saldamente in mano al suo fondatore, Leonardo Del Vecchio, che possiede il pacchetto di controllo del capitale.

TESTIMONIANZE

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