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Ma siamo in recessione ? Prospettive di un selloff

Le informazioni e i dati sono ritenuti accurati, ma non ci sono garanzie. Domino Solutions non è un consulente d'investimento e non offre consigli specifici di investimento. Le informazioni qui contenute sono solo a scopo informativo.
I mercati azionari globali stanno prendendo botte da tutte le parti in queste settimane, da quando abbiamo segnalato il 12 Agosto che stava per esserci una correzione, Wall Street ha perso il 10.39%. Stiamo utilizzando come punto di riferimento lo S&P500, che a differenza dei suoi omologhi a livello mondiale è stato straordinariamente resistente fino a questo punto. Ma dato il ritmo del selloff di questi giorni e in particolare negli ultimi due giorni di trading, è ragionevole considerare che potrebbe continuare ancora.

Prima di proseguire, è importante notare che io personalmente sono un cassettista, come tale questo periodo mi ferisce, ma non uccide i miei guadagni e nemmeno mi disturba, ma mi sono imposto di utilizzare un'ottica di medio periodo, per spiegare come un trader può vivere questo periodo. In secondo luogo vorrei sottolineare come i nostri suggerimenti di attivazione ETF short sugli indici sono momentanei, nel senso che sono stati attivati perchè il mercato è sceso drasticamente nel corso degli ultimi giorni di negoziazione, questo non significa che il toro sia finito per le azioni. Indipendentemente dalla propria prospettiva sul mercato azionario, è importante mantenere ampie vedute su ciò che il mercato ci sta dicendo in qualsiasi momento, che sia discesa o salita.

Mantenere le giuste prospettive

Il primo punto da sottolineare è l'importanza di rimanere calmi e analizzare bene il momento in cui ci troviamo oggi, operando in prospettiva. Il mercato azionario statunitense (noi utilizzeremo sempre come unità di misura lo S&P500) è attualmente al settimo anno di quello che è il terzo mercato toro più lungo della storia. Ha raggiunto un nuovo massimo, il più alto di tutti i tempi. Inoltre, l'indice S&P500 era in positivo dall'inizio dell'anno fino a mercoledì scorso. Anche se il pullback negli ultimi giorni è stato certamente drammatico, ha fatto scendere il mercato azionario dai livelli che venivano celebrati come nuovi massimi storici di recente, appena un anno fa. Così, mentre non è mai piacevole vedere un calo del valore del portafoglio, il mercato rimane ad altissime altitudini, superiori dove è stato negli ultimi dieci anni.



Quindi, quanto male sta facendo in realtà il selloff negli ultimi giorni di negoziazione ? Il declino di venerdì di -3,18% è stata la peggiore performance di un singolo giorno di negoziazioni sullo S&P500 da novembre 2011. Il calo di Giovedi e Venerdì ha rappresentato la peggiore performance di due giorni dello S&P500, -5,23%, sempre da ottobre 2011. E i quattro declini giornalieri ,-6,26%, sono stati il peggiore dal mese di ottobre 2011. In breve, sono passati anni da quando abbiamo visto cali di questa portata in un breve periodo di tempo. Ma non sono certamente senza precedenti anche nel periodo post-crisi. E come si è visto negli anni successivi, le azioni hanno dimostrato la capacità di resistenza di riprendersi e passare a nuovi massimi.

Valutazione del danno

Le valutazioni sono cresciute a livelli storicamente elevati in un momento in cui la crescita degli utili societari è in stallo. L'ampiezza del mercato è diventato sempre più stretto con meno titoli in aumento per sostenere aumenti degli indici di mercato. E la crescita economica globale rimane persistentemente lenta nonostante gli sforzi dei politici a livello mondiale nel periodo post-crisi. Come risultato, la pressione era tale da rafforzare l'idea di una correzione.

Va notato che una discreta quantità di danni tecnici è stata sostenuta durante questo pullback. Nelle ultime settimane, l'indice S&P500 ha mostrato una enorme elasticità nei confronti della sua media mobile di 200 giorni fino a Mercoledì. Per ogni giorno di borsa da inizio luglio, le azioni sono rimaste incollate a questo livello di supporto solo per rimbalzare poi significativamente verso l'alto. Ma il "rinculo" stava diventando meno pronunciato nei giorni scorsi. E questo importante livello di supporto infine ha ceduto Giovedi. Da quel momento, è stato tutto discesa per le azioni.

Non solo la media mobile a 200 giorni è stata violata, anche quella a 400 giorni. Questo segna la prima volta che la 400 giorni è stata violata da fine del 2011. Questo sarà un livello tecnico particolarmente importante, e gli investitori dovranno seguirlo molto attentamente nei prossimi giorni.



Quindi cerchiamo di capire in quale direzione vogliamo andare. Se sono fiducioso, vorrei che la correzione continui, per poter acquistare a prezzi ancora più bassi. E se sono ribassista, vorrei vedere la fine della correzione per poter prendere i miei lauti guadagni. Pensate non abbia senso vero ?

In primo luogo, le azioni sono spesso guidate da slanci. In altre parole, se vanno in forte calo, hanno la tendenza a rimbalzare con una forza uguale. Diamo uno sguardo al più recente pullback, quello nel mese di ottobre 2014 per capire come lavorano le forze contrarie. Le azioni calarono nettamente, ma hanno finito per rimbalzare con ancora più forza a nuovi massimi. Questo è uno dei motivi per cui è così fastidioso quando il rimbalzo, da una precipitosa caduta, è debole. Perché il più delle volte crea la possibilità di ulteriori ribassi futuri. Volete un esempio, il petrolio a Marzo.



Come potete vedere dal grafico qui sopra, nel cerchio arancione c'è stato un rimbalzo, ma debole, e questo non ha fatto altro che innescare un ulteriore ribasso.

Ma allora che cosa esattamente serve come catalizzatore per guidare un rimbalzo dei prezzi delle azioni in questo momento ?

I politici dei paesi mondiali sono terrorizzati da quando la crisi finanziaria del 2008 ha fatto crollare il mercato azionario. E la storia post-crisi ha dimostrato che tutto ciò che serve è un una politica di stimoli per aiutare i titoli azionari a salire verso l'alto. Ancora una volta si deve guardare il pullback nel mese di ottobre 2014. Quella correzione è terminata quanto il presidente della Fed Bullard Jim (di St. Luis) ha iniziato a parlare circa la potenziale possibilità di un ulteriore stimolo, da quel momento le azioni sono salite come un razzo e non sono tornate più indietro. La Fed è rimasta persistentemente determinata ad alzare i tassi di interesse entro la fine del 2015, ma non possono ignorare questo declino azionario, soprattutto se continuerà. Se le banche centrali continueranno a vedere una caduta degli indici saranno costrette a riflettere, più che ad un innalzamento dei tassi, all'attivazione di un QE4, soprattutto se le cose si fanno ancora più dure. E fino a quando i tori non risponderanno a queste tentazioni, dobbiamo aspettarci che i mercati risponderanno a loro modo, cioè scendendo.

Quale livello dell'indice S&P500 dovremmo tener presente prima che la Fed potrebbe essere costretta a correre in soccorso ? Durante il più recente pullback nel mese di ottobre 2014 ha visto il mercato in calo del -9,85% prima che i politici della Fed hanno iniziato pubblicamente ad intervenire. Ciò implica un livello di circa 1920 punti. Questo approccio ha funzionato l'ultima volta e sapendo che vogliono disperatamente alzare i tassi prima della fine dell'anno, possono consentire alle azioni di andare un po' al ribasso prima di entrare, ma è intorno a questi livelli che dovremmo aspettarci che qualcuno inizi ad intervenire con qualche stimolo.

Tutto questo è il motivo per cui gli orsi non vogliono un mercato in forte caduta. Perché se le azioni scendono solo gradualmente, i politici si sentiranno in dovere di intervenire e cercare di salvare i mercati, perché stanno cadendo troppo in fretta. Basti guardare la Cina cosa sta facendo in questi giorni, immette liquidità e taglia i tassi. Una serie di altri motivi sostengono l'idea che le azioni potrebbero presto trovare un rimbalzo. L'indice S&P500 ha toccato sul lungo termine la sua trendline inclinata questa settimana. Sarà interessante verificare se questa linea di tendenza terrà o verrà spazzata via come tutti supporti precedenti.

In secondo luogo, la storia ha dimostrato che se l'indice S&P500 rompe decisamente e fortemente la sua media a 200 giorni e quella a 400 giorni, è più probabile una rapida ripresa verso l'alto piuttosto che continuare a cadere verso il basso. L'esempio più recente è stato il mercato nel 2011. E questo non è solo un fenomeno da stimolo.

Per concludere

Il mercato azionario sta vivendo un momento difficile, senza dubbio. E i danni si stanno susseguendo in questo periodo. Ma questo recente declino rimane abbastanza modesto rispetto agli standard storici, in particolare per un mercato che è comunque a poca distanza di tiro dai suoi massimi storici. Di conseguenza, è importante mantenere la calma anche se il calo continuerà nella prossima settimana. Le azioni non crollaro a zero dollari o euro in linea retta, e il mercato è pieno di abbastanza tori e politici responsabili per contribuire a garantire che siamo di fronte ad un lungo viaggio toro che dovrà affrontare altri mercati orso nei prossimi anni. Nel frattempo, è probabile un rimbalzo in un prossimo futuro, forse già dalla prossima settimana. E gli investitori dovrebbero essere attenti a tale rimbalzo e vederlo come fonte di acquisti a prezzi bassi, come fanno i grandi. Almeno che, già non lo siate.

TESTIMONIANZE

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